Il potere nascosto degli ETF

Oggi guardiamo nel dettaglio cosa è un cosiddetto “ETF” o in inglese, Exchange Trading Fund

 

Gli ETF, sono dei fondi quotati nei mercati azionari di tutto il mondo che raccolgono al loro interno un paniere di titoli che si muovono come un determinato indice, settore paese o anche un gruppo di materie prime. Vediamo alcuni esempi:

ETF Azionari

Come suggerisce il loro nome, questi ETF simulano l’andamento di un settore o di un intero mercato azionario. Ce ne sono centinaia che contengono aziende di vari paesi. Tra i 2 più famosi a livello mondiale abbiamo il QQQ e lo SPY che simulano rispettivamente il Nasdaq (l’indice tecnologico americano) e l’S&P500 (l’indice che contiene le 500 aziende americane a maggiore capitalizzazione).

Ma possiamo trovare anche degli ETF che comprendono aziende solo appartenenti a determinati settori come il XLI (paniere composto da titoli industriali americani), XLF (paniere composto esposto sul settore finanziario). 

Ma per i più esperti, abbiamo anche ETF che danno una grande esposizione su mercati emergenti o europei come il famoso VWO ( paniere su aziende dei paesi emergenti come Cina e Singapore) o  IEUR (che contiene aziende dei paesi europei).

ETF Obbligazionari

Abbiamo già parlato di cosa sono le obbligazioni ma se non lo sai ti consigliamo di leggere l’articolo sul nostro sito o vedere il video gratis su Youtube! Gli ETF possono aiutarti anche nel diversificare nel mercato obbligazionario. Infatti, in caso tu non voglia comprare obbligazioni di una determinata azienda o di un singolo stato abbiamo svariati etf che fanno al caso tuo. 

Questi si differiscono soprattutto per durata delle obbligazioni come il TLT che copre obbligazioni a 20 anni e superiori o il IEF che copre, invece, obbligazioni più brevi, dai 7 ai 10 anni. Se invece desideri un esposizione solo su obbligazioni aziendali c’è un ETF anche per quello: si chiama LQD ed ultimamente è stato comprato in grandi quantità dalla FED (banca centrale americana) per iniettare liquidità sul mercati e cercare di fermare la crisi finanziaria dovuta al Coronavirus!

 

 

ETF su Materie Prime

Anche nel campo delle materie prime gli ETF non mancano di certo. Ci sono ETF che coprono singole materie prime come il GLD o l’IAU, molto simili, che simulano l’andamento del prezzo dell’oro. Tra i più comprati c’è anche il SLV che simula l’andamento dell’argento. 

Troviamo sui mercati perfino ETF che simulano aziende che minano oro quindi considerati comunque fortemente legati all’andamento delle materie prime ma anche molto più volatili di quest’ultimi. Gli esempi più conosciuti sono:il GDX che espone su aziende a media e grande capitalizzazione e il GDXJ che espone ad aziende “junior”, quindi più piccole.

Infine, ci sono ETF che coprono su un gruppo di parecchie materie prime, tra questi il CMOD (replica il prezzo di contratto future su materie prime legate a: energia, metalli preziosi, metalli industriali, allevamento ed agricoltura) e il COMF che compra un po’ tutte le materie prime per avere una completa esposizione.

Un fondo come quello degli ETF è gestito elettronicamente “passivamente” e quindi genera solo costi amministrativi molto bassi, a differenza di un fondo attivo.

Quando sono nati gli ETF?

Conoscendo la  storia degli ETF si può capire molto meglio il senso di tutto questo e si possono comprendere i fatti più facilmente. Inizialmente si è potuto notare che la maggior parte dei gestori di fondi professionali non è stato in grado di superare il rendimento medio del mercato per un lungo periodo di tempo.

 

Il mondo della finanza ha quindi cominciato ad interrogarsi in modo critico sulla strategia di investimento attiva e nel 1971 si sono sviluppati i primi ETF.

 

Il ragionamento che si è fatto all’epoca è stato questo: “Se la maggior parte degli investitori non fa meglio del mercato stesso per decenni, perché non seguire semplicemente e passivamente il mercato, invece di cercare attivamente di essere migliore del mercato”?

 

 

Come nasce un ETF?

In pratica ci sono due modi con cui una banca o una società di investimento (in inglese Hedge Fund) costruiscono gli ETF e li rendono accessibili a chiunque.

Opzione 1: 

La mappatura fisica

Con la mappatura fisica, viene fondata una società che acquista effettivamente titoli. questo significa che il valore della società oscilla esattamente come il valore delle azioni contenute. Si possiede quindi una parte della società, che a sua volta ha un valore uguale all’indice stesso. L’indice è quindi mappato con precisione.

Opzione 2:

Lo “Swap ETF”

 Questa seconda variante, lo “swap etf” è molto più complessa da spiegare, ma si tratta quasi di un affare di scambio con protezione. Tramite swap etf si mantiene una sicurezza pressoché uguale, tutto è gestito ancora passivamente, però la società può mappare in modo molto più semplice indici molto complessi e difficili da negoziare (come  MSCI Emerging Markets che contiene oltre 1.400 società).

A volte ciò comporta anche un risparmio in termini di costi amministrativi rispetto alla mappatura fisica, che quindi comporta vantaggi nel lungo termine.  

ETF speculativi e volatili

Ci sono due forme speciali speculative: gli ETF short e Leverage ETF, che hanno un carattere quasi del tutto  speculativo. 

Uno short ETF 

si muove in contrasto con l’indice. Per esempio, se il Dow Jones cala, l’etf sale e se questo importante indice americano sale, l’ETF cala. Quindi segue semplicemente un andamento contrario ed opposto.

I Leverage ETF

sono prodotti a leva. Prendiamo ad esempio l’ SQQQ, indice che va short sul Nasdaq in leva x3. Quindi, se l’indice tecnologico scende del 2%, questo ETF salirà del 6%, il triplo. I guadagni sono triplicati ma attenzione perché la stessa cosa succede con le perdite.

Rimane da dire, che ETF short e Leverage a causa del modo in cui sono costruiti non sono adatti come investimenti a lungo termine per investitori privati, sono prodotti speculativi a breve termine. Adatti a proteggere le proprie posizioni in caso si un crollo di mercato, coem quello di quest’anno, del 2020!

 

I vantaggi di investire in ETF

Il vantaggio più grande di un ETF è la sua diversificazione, quindi la distribuzione dei soldi in settori, paesi o azioni e questo già minimizza il rischio di investimento. Se tu volessi costruire qualcosa del genere da solo, dovresti prendere enormi quantità di capitale nelle tue mani e comprate singolarmente ed in maniera proporzionata le centinaia di azioni diverse. Questo è esattamente il problema ed il motivo per cui gli ETF sono diventati così popolari negli ultimi decenni.

Inoltre non vi è rischio di emittente, significa che, anche se l’offerente del etf va in insolvenza e fallisce, questo non influisce sul sviluppo del valore del etf, perché questo rappresenta un cosiddetto bene speciale che viene tenuto separato dall’emittente del etf e da essi solo gestito. Inoltre, come già detto più volte, gli etf sono più convenienti dei classici fondi, il che soprattutto a lungo termine si può far sentire in una significante differenza di reddito grazie al risparmio sulle commissioni. Non a caso, quasi tutti i piani di accumulo vengono fatti tramite ETF con basse o addirittura zero commissioni.

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